mercoledì 29 novembre 2017

Approfondite indagini ci hanno fatto scoprire!


Le statistiche web ci dicono che il SessualCULTURALE ha un suo seguito. Le nostre ricerche ci dicono che, invece, sul sesso gli italiani STUDIANO molto poco, non riusciamo a trovare una ricerca universitaria, sulle abitudini sessuali italiche. Molta roba psicologica e medica, come se il sesso fosse una malattia anche quando non si prendono malattie, meno studi sociali e comunque non pubblicati. Eccoci quindi con una nuova nota ScienceSexual, da studiosi di costume.

Prendiamo, pertanto, a riferimento ricerche e studi fatti all'estero: Posta una domanda importante e studiate le risposte del campione. Cosa procura l'orgasmo? Le risposte da indicare nella matrice di analisi avevano suddiviso il rapporto sessuale in 6 atti differenti: masturbazione di coppia (definita dallo studio come l'atto di masturbarsi vicendevolmente, sfregando i genitali, ma non necessariamente senza i vestiti), e poi sesso orale praticato, sesso orale ricevuto, rapporto penico-vaginale, sesso anale ricevuto e sesso anale praticato.

Le risposte evidenziano che la differenza di questi determinati atti sessuali, influenza solo in minima parte l'orgasmo maschile, perché in linea di massima si ottiene sempre un valore intorno al 90%.
Discorso opposto per le donne: il 64% raggiunge l'orgasmo con la masturbazione di coppia, poco di più con un rapporto penico-vaginale, ma il dato inatteso è quel 94% grazie al sesso anale.

Ogni risultato deve avere una motivazione, soprattutto quando questo è del tutto inatteso. Una prima idea sarebbe che siccome il raggiungimento dell'orgasmo è più probabile quanto maggiori sono gli atti sessuali effettuati nel corso di un rapporto, è ragionevole presumere che la maggior parte di coloro che ricevono sesso anale non si limitano solo a quell'atto nel corso del rapporto.
Altro motivo rilevante è che il sesso anale, come sinonimo di persone alle quali piace fare sesso e alle quali piace mescolare gli atti sessuali, piace perchè le donne che ricevono sesso anale hanno una sessualità più aperta e più consapevole, e dunque hanno maggiore facilità a raggiungere l'orgasmo. Come dire, se sei una borghesuccia, falsa, viscida, bigotta, timorosa del tuo corpo e delle chiacchere ALTRUI, non sei mai tanto libera di godere in qualsiasi situazione e di sicuro mai in questa.
Inoltre esiste un determinate fattore riconoscenza. La donna concedendo sta facendo un favore all'uomo. Questo spingerebbe l'uomo a una maggiore attenzione per l'orgasmo di lei, ed a una maggiore reciprocità. Nascerebbe spontaneo un'attenzione maggiore e scatterebbe insomma, il meccanismo di ricambiare il favore.

EVIDENTEMENTE QUESTI SONO STUDI SOCIALI e non clinici.
Evoluzione del sesso anale in dati percentuali: Nel 1992, il 20 percento delle donne e il 26 percento degli uomini di età compresa tra i 18 a 59 anni rispondeva sì. Nel 2005, il 35 percento delle donne e il 40 percento degli uomini di età compresa tra 25 a 44. Nel 2011, il 39 percento delle donne e il 44 percento degli uomini di età compresa tra i 15 a 44 anni.
The Journal of Sexual Medicine il 40% delle ragazze tra i 20 e i 24 anni ha sperimentato il sesso anale (nel 1992 era solo il 16%), così come è raddoppiata la percentuale di donne tra i 20 e i 39 anni che l'ha provato nell'ultimo anno. Di più: il 20% delle donne che hanno una relazione stabile, sostiene di averlo sperimentato almeno una volta negli ultimi tre mesi.

Tutto questo sembra essere un fake, ma la domanda sostanziale è se abbiamo meno vergogna ad ammettere certe cose oppure sta tornando un libertinaggio di costume.
Chiunque dica che è l'influenza di una incombente pornosocietà frutto della pornografia imperante e di costumi troppo facili, come spesso accade non conosce e capisce quello che dice. Noi non sappiamo. Di sicuro possiamo dire due cose: questo è un articolo "da culo" e siamo anche sicuri che nessuna università italiana, farà nel breve una ricerca seria ed approfondita sull'argomento, troppo banale e poco culturale.  
In Italia bisogna essere seriosi, pedanti, perchè dalle nostre parti i massimi professori come Monti e la Fornero, e ministri come la bigotta, Lorenzin  hanno avuto ben altro da studiare e far studiare, con effetti che per la gente sono stati simili a quanto detto in precedenza.

mercoledì 22 novembre 2017

Grammaticalibido ovvero il piacere di inutile sapere

Capita talvolta che tra i piaceri della mente, si possano gustare e godere di inutili conoscenze o insignificanti ricordi. Non è solo il sole a turbare coscienze migliori della nostra, ma anche nebbia, freddo, profumi autunnali. Siamo stati pervasi, ultimamente, da una libido grammaticale giovanile, quasi un bruciante desiderio di scoprire, e pertanto abbiamo approfondito argomenti lessicali piuttosto sonori quali prefissoidi, suffissoidi e ducis in fundo le espressioni polirematiche, che ci permettono di essere cool, ma in modo insolito, ai numerosi aperitivi di questi giorni .

PREFISSOIDI
I prefissoidi sono elementi lessicali (provenienti soprattutto dal greco, in cui rappresentano parole del tutto autonome) che possono essere premessi a parole di qualunque origine nella composizione di parole derivate dal greco o formate modernamente (composte, parole).
A differenza del prefisso, il prefissoide è dotato di un preciso e autonomo significato lessicale, facilmente riconoscibile al di là dell’elemento con cui si unisce. Il significato dei prefissoidi è soggetto inoltre ad ampliamenti di significato, come mostrano le coppie di esempi seguenti

auto- (‘da sé’) autogol, autocoscienza ecc.
auto- (‘automobile’) autostrada, autocarro, autotrasportatore ecc.
demo- (‘popolo’; demo-) demografia, democratico, demopsicologia ecc.
eco- (‘ambiente’; eco-) ecologia, economia ecc.
eco- (‘ecologia’) ecoarchitettura, ecocombustibile ecc.
I prefissoidi si contraddistinguono per la vitalità nell’unirsi a elementi potenzialmente sempre nuovi nella creazione di neologismi. Anche per questo sono molto usati nel lessico scientifico e tecnico, come ad esempio:
micro- ‘piccolo’ > microfotolisi, microvillo, microcefalo ecc.
gastro- ‘ventre’ > gastroenterite, gastronauta, gastroscopio ecc.
zoo- ‘animale’ > zoologia, zooiatria ecc.

SUFFISSOIDI
Al contrario i suffissoidi sono il secondo elemento di parole composte. Si tratta di elementi di provenienza greca e latina, che in origine erano delle parole autonome. Tra i più usati ci sono:
-fago come antropofago (uomo+che mangia)
-fero come fruttifero (frutti+ che porta)
-fobo es. idrofobo (acqua+che ha paura)
-forme es. filiforme (filo+a forma di)
-logo come psicologo (anima + studioso)
-mane es. eroinomane (eroina + appassionato)

ESPRESSIONI POLIREMATICHE,
Le espressioni polirematiche sono parole composte formate da più elementi che costituiscono un insieme non scomponibile, il cui significato complessivo è autonomo rispetto ai singoli costituenti.

Possono essere formate da diverse combinazioni:
• nome + nome

parola chiave
banca dati
rimborso spese

• nome + aggettivo

lavori forzati
bacchetta magica
camera oscura

• nome + preposizione + nome

ferro da stiro
scarpe da tennis
reazione a catena
luna di miele. 











venerdì 17 novembre 2017

Demotivazione immotivata

Ovvero come tanti imprenditori, e manager, riescono ad ottenere (spesso inconsapevolmente e loro malgrado, anzi forse perchè si impegnano molto) un calo della motivazione e della produttività nelle loro aziende.
Quella della demotivazione (e della scarsa produttività conseguente) è una piaga che rappresenta anche il principale costo della NON qualità all’interno delle aziende.
Non bisogna sforzarsi per comprendere quanto possa costare ad un’impresa rischiare di perdere i propri migliori collaboratori, accrescere il numero di quelli che decidono di “fare giusto il loro dovere” e rafforzare quanti operano ad un livello di “funzione minima irriducibile”.

Il brutto della demotivazione è che molti imprenditori e manager non accettano di considerarsi la principale causa di questo fenomeno. Quindi scaricano le colpe all'esterno: gli altri  non mi capiscono, sono degli animali, sono solo invidiosi e avidi, non si impegnano e sono ignoranti! (collaboratori e dipendenti ovvio). 
Il bello sarebbe che per abbattere questo costo non serve aggiungere alcun costo, basta un cambio di atteggiamento e un conseguente adeguamento delle pratiche incentivanti e retributive in direzione di una sana meritocrazia o quantomeno non smaccatamente orientate alla demeritocrazia. Non è così facile perchè, anche se sembra smaccatamente normale (meno che geniale), è un atteggiamento razionale, ma molti non ci arrivano nemmeno a capire questo concetto.
Esempio: Anche se è pagato proprio tanto, l'amico Marchionne (non nostro) ha detto che a Monza il risultato gli ha fatto schifo, anzi gli sarebbero girate. Risultato di questa esternazione, nelle gare successive è andata molto peggio. Squadra demotivata, alto stress e grande sfiga, non hanno permesso di raggiungere risultati migliori ma sono peggiorati in tutto. Bravo Marchionne, ma lui è sicuro che è colpa di un altro ed il suo stipendio quindi non cambierà.

Il minimo comune demotivatore:
Quella che segue è una sorta di “espressione matematica” per favorire e promuovere l’improduttività aziendale, diffondere il malcontento e fare in modo che le migliori risorse inizino ad organizzarsi per andarsene.

Ci sono tre fattori:
1. Le migliori risorse, i tuoi “top performer”, i migliori produttori, collaboratori, venditori hanno già un piede fuori dalla porta (oppure hanno la testa altrove, rivolta verso nuove e più incentivanti opportunità).
2. I collaboratori nella norma, i “mid performer”, quelli che svolgono con diligenza il loro lavoro pur non raggiungendo mai delle prestazioni eccezionali, si chiedono cose tipo: “ma chi me lo fa fare di dare più di così se non ne ricavo dei vantaggi?”
3. Le risorse improduttive i “low performer” si sentono perfettamente a loro agio e si radicano all’interno della tua organizzazione riuscendo talvolta ad occupare proprio i posti lasciati vacanti dei top performer migrati altrove.

A questo accade che i “low performer” del punto 3 riescono ad influenzare verso l’improduttività i “mid performer” del punto 2 grazie agli errori che hai fatto ti imprenditore o manager nei confronti dei “top performer” del punto 1.
È “matematico”, succede pressoché sempre così, per questo quella dell’improduttività si può definire “un’espressione matematica” o “una formula”.

Non succede a caso, non sei stato sfortunato, non hai sbagliato a scegliere le persone, non capitano tutte a te, semplicemente hai applicato (spesso inconsapevolmente e tuo malgrado) la formula e questa ti ha dato “matematicamente” il suo risultato.

Un esempio lampante è quando chi produce meglio e di più, riceve “in premio” il lavoro di chi produce di meno, senza che vi siano conseguenze penalizzanti per chi trascura il lavoro, o incentivanti per chi invece se ne fa carico.

Molti manager saranno anche bravi a contare i soldi che producono (per le loro tasche), ma come tanti politici inetti, molti altri hanno la responsabilità di gruppi sociali o lavorativi che non rendono affatto, perchè è matematico chiedersi: Se tu sei solo un avido leccaculo, perchè io, pagato 1000 volte meno di te, devo essere abile, efficiente ed impegnato? Il caso Telecom è la milionaria liquidazione ad un management tanto avido quanto inefficace sono esempi scritti sui giornali.












venerdì 10 novembre 2017

Alla ricerca di un senso

Lo studio spesso riesce anche ad appassionare ed anche una fredda ma ferma analisi di dati può smuovere gli animi. Valutiamo insieme un nuovo SONDAGGIO SUL SESSO (fatto su Linkedin): Il campione è femminile, la maggioranza (51,06%) ha dichiarato di avere dai 35 ai 45 anni, il 2,13% meno di 25, il 14,89% tra i 25 ed i 35 anni. Dai 45 ai 55 il 29,79% e il 2,13% oltre i 55 anni.
E' stato domandato a questo campione, non selezionato ma volontario, il loro stato sentimentale: il 21,74 si è dichiarata LIBERA, il 60,87% IMPEGNATA e, il 17,39% SEPARATA/DIVORZIATA.

Queste gentili signore sulla prima domanda, Quanto piace il sesso, in maggioranza (67,39%) hanno risposto MOLTO. Il 21,74%: ABBASTANZA. Solo il 10,87% ha dichiarato di apprezzare POCO il sesso.

Il secondo quesito sulla Pratica dell'autoerotismo, ha trovato consenso per l'81,82% (OGNI TANTO il 54,55% e SPESSO il 27,27%), mentre il 18,18% risponde NO.

Sono soddisfatta del mio corpo. Domanda delicata alla quale molte donne rispondono NO solo l'8,70%, ABBASTANZA il 67,39% e MOLTO il 23,91%.
Quanto pensano al sesso? Nessuna ha risposto MAI. Il 15,22% POCO, ABBASTANZA il 43,48%, SPESSO il 28%,26 e MOLTO il 13,04.

Le donne hanno fantasie inconfessabili? Assolutamente SI per il 39,13% e FORSE il 39,13% a parimerito. Non si può dire che mentano o dichiarino invece la verità, il 21,74% che ha risposto NO.

Sulle fantasie erotiche femminili, il primo dato che appare singolare è che nessuna (0%) ha dichiarato di volere fare sesso con più uomini giovani, e non raccoglie nessuna fantasia (0%) il sesso virtuale in web cam. 
SESSO CON PIU' UOMINI CONTEMPORANEAMENTE e FARE SESSO CON DONNE raggiungono esattamente la stessa percentuale del 15,79%. Il 7,89% farebbe SESSO CON UOMINI PIU' ANZIANI. 
Persone portate al SESSO IN LUOGO PUBBLICO sono il 2,63%. Donne che desiderano fare SESSO IN MODO DOMINANTE sono il 10,53%. La fantasia di fare SESSO CON UNO SCONOSCIUTO raggiunge il 13,16%. Infine il 5,26 delle donne fantastica sul SESSO DI GRUPPO, il 7,89% SESSO ESTREMO ed ESSERE RIPRESA DA UNA VIDEO CAMERA dal proprio partner il 7,89%.

TRADIMENTO, SI per il 50% che ha avuto una relazione clandestina mentre avevano un partner stabile. Con chi hanno tradito? Le opzioni proposte erano tre: SCONOSCIUTO, AMICO e COMPAGNO DI ALTRA DONNA: rispettivamente hanno risposto al sondaggio il 22,73%, il 45,45% e il 31,82. Lo sconosciuto acchiappa la metà rispetto all'amico.


Conclusione ed incroci vari: Cade il mito del SESSO IN SPIAGGIA. Solo il 15% degli italiani dichiara di aver fatto sesso in spiaggia contro il 29% dei brasiliani e il 27% degli americani. La media mondiale è del 20%, siamo sotto media, non si può dire che sia il declino della passione latina forse un segno di invecchiamento, ma comunque è meglio essere fieri di questo dato piuttosto che del 50% di cornuti? La risposta è complicata perchè su questo argomento si ritiene che siano preferibili il 50% di amiche generose che il 50% di rigide ed inflessibili lavoratrici, sottolineando che di norma una persona ha più amiche/i che compagne/i, ma a questo punto siamo nell'ambito delle opinioni che sono belle perchè varie ed articolate.  










domenica 5 novembre 2017

Il vuoto perfetto

"Il re rimase stupito alla vista della figura. Camminava rapidamente, muovendo su e giù la testa, e chiunque avrebbe potuto scambiarlo per un essere umano vivo..." Una cosa inanimata che si muove per conto proprio è autómaton, dicevano i Greci. Se poi quella creatura possiede un apparato meccanico dotato di facoltà che appartengono all'uomo, se cioè emula l'uomo nei caratteri della sua vita inimitabile, il nome di automa le spetta a pieno diritto. Il primo automa che fantasia ricordi è femmina: quella Pandora realizzata con la creta da Efesto molto prima che iniziasse la storia degli uomini. Di professione fabbro, Efesto aveva forgiato tripodi semoventi per convegni divini, statue d'oro animate che lo servivano come schiave e perfino un colosso di metallo di nome Talos posto di guardia all'isola di Creta, creatura a mezza strada tra l'organico e il metallico, con un corpo di bronzo attraversato in una gamba da una vena sanguigna e in quel punto soltanto vulnerabile. Se Pandora, in quanto femmina ottenuta dalla creta, è un ginoide pseudo-meccanico, tutto il mondo antico conta automi favolosi. Ovvio che ad un certo punto ci fosse qualcuno che ne costruisse dei veri. Come Archita di Taranto, matematico del IV secolo a.C. che per primo creò automi reali: una colomba automatica e un cervo volante. Il mago Virgilio presente negli Otia imperialia di Gervasio di Tilbury (1213). Vescovo di Napoli, aveva costruito una mosca meccanica che per molti anni tenne lontane dalla città le mosche vere. Poiché questo Virgilio non sembra essere mai esistito, la sua mosca è una vera fantasia meccanica. Come la farfalla che Nathanaël Hawthorne colloca nel racconto L'artista del bello (1844): vi si narra la storia di un orologiaio che, alla ricerca dell'assoluto, giunge a isolare la bellezza in una sensibile farfalla meccanica, creatura che scolorisce di fronte al dubbio. 
I costruttori di automi hanno pensato di far giocare a scacchi le loro macchine, di farle suonare, scrivere, disegnare, ammiccare, ma mai di farle parlare. L'ispirazione giunge all'inventore dopo molti anni di meditazione, e proprio da uno dei famosi automi di Vaucanson: l'anatra che mangia, fa quaqua, digerisce ed espelle quel che ha mangiato. Ecco: dal deretano dell'anatra giunge all'inventore – in una simbiosi di meccanica e anatomia – l'idea delle labbra che parlano.Vestito con un abito ornato di perline, il turco troneggia su una pedana: sguardo torvo, raggianti occhi di vetro, baffetti di seta. L'automa è composto da 2199 pezzi di cui 1789 servono per farlo parlare. Quando il meccanismo è azionato si sentono dapprima dei rintocchi, seguiti da un stridore di ingranaggi. Il turco si muove, batte i piedi, alza una spalla, gira la testa, solleva le sopracciglia, gonfia il petto come per respirare. L'inventore preme un pedale e libera aria che, tramite alimentatori e mantici, risale verso un somiere. Le labbra d'argento si schiudono mostrando una lingua di metallo, e con una lentezza esasperante la voce tanto attesa, leggermente distorta, scandisce quattro sillabe: «Viva il Re!». 
L’attrattiva per l’ideazione di congegni capaci di muoversi come se dotati di vita si muove dai fratelli Banū Mūsā e al-Jazari della civiltà araba, Leonardo da Vinci e gli artigiani di Norimberga nel Rinascimento, fino alle anatomies mouvantes di Jacques de Vaucanson e agli automi di Pierre Jaquet-Droz e di Henri Maillardet. Da un’indeterminata età delle macchine, solenni e scultorei nella loro immutabilità imperitura, emergono i miraggi meccanici di Kazuhiko Nakamura. Le figure femminili di Nakamura, per quanto a prima vista letali, serbano difatti l’aura di ieraticità nostalgica ma imperturbabile delle bambole meccaniche presenti nelle trasposizioni artistiche, ad esempio, della figura dell’Olympia di E.T.A. Hoffman, della Coppélia, balletto pantomimico, della Danza delle Bambole Meccaniche dello Schiaccianoci di Pëtr Čajkovskij, fino allo struggente ballo di Casanova con una bambola meccanica sull’acqua ghiacciata del Canal Grande nell’omonimo film di Federico Fellini.